RobertaMigliori.it | Comunicazione Interna e Web Marketing

Ciao, sono Roberta Migliori e questo è il mio blog sulla Comunicazione Interna e sul Marketing Digitale. Mettiti comodo, ti offro un caffè!


Benvenuto! Mi chiamo Roberta e sono una giovane e felice consulente di comunicazione social media specialist. Grazie per essere passato a farmi visita sul mio sito! Se ti va di sapere chi sono e come sono fatta, puoi visitare questa pagina.
Da quando sono nata ho continuato a marciare, senza fermarmi mai. Se sei curioso di sapere come sono arrivata fino a qui e cos'ho combinato fino adesso, perché non scarichi il mio CV?

In fondo al curriculum troverai un regalino per te.

Ora che mi sono presentata, che ne dici di fare due chiacchiere e di raccontarmi cosa posso fare per te? Seguimi, ti mostro come contattarmi.
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Comunicazione interna

26/01/16 Comunicazione interna Commenta per primo! # ,

Impara da Black Mirror: gamification e storydoing

Impara da Black Mirror: gamification e storydoing

In questo periodo sto approfondendo per lavoro e per passione il tema della gamification, cioè l’applicazione di meccaniche di gioco in contesti non ludici: un sito web, un progetto di e-learning, una campagna, e così via. Per via di questa ricerca, mi sento particolarmente sensibile nei confronti di punteggi, badge e classifiche. Guardando la seconda puntata di Black Mirror, quindi, mi sono sentita in brodo di giuggiole. Vediamo perché.

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Roberta Migliori

Ciao! Sono Roberta Migliori, consulente di comunicazione e social media specialist in Wingage, società del gruppo GSO Company. Mi occupo principalmente di comunicazione interna e di formazione. Mi piace studiare (forse non sono normale), mangiare la pizza, e PERSINO lavorare.

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30/11/15 Comunicazione interna Commenta per primo! # ,

Come nasce una Learning Community per la formazione HR

Come nasce una Learning Community per la formazione HR

Nell’ultimo periodo passo buona parte del mio tempo a gestire delle learning community. Se è la prima volta che ne senti parlare, eccoti servita un po’ di spiegazione: le learning community sono formate da un gruppo di persone più o meno numeroso. Queste persone normalmente sono fra loro colleghi che partecipano a un percorso formativo comune; l’attività di formazione viene loro proposta dalla funzione Risorse Umane, che spesso affida a professionisti esterni l’erogazione della consulenza. I partecipanti del corso si ritrovano all’interno di un ambiente digitale disegnato appositamente per l’apprendimento. È fondamentale, però, che tutta l’esperienza di apprendimento digitale venga affidata a un professionista della comunicazione che sappia collaborare con il formatore, pianificare in maniera strategica, analizzare i dati, gestire commenti critici e alimentare le discussioni.

In questo post desidero condividere con te come si progetta una learning community e in che modo si concilia con altri strumenti di formazione, dato che questo lavoro è ancora relativamente poco conosciuto nel ricco amalgama delle professioni digitali.

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23/07/15 Comunicazione interna Commenta per primo! #

I muri possono parlare: street art negli uffici di Mailchimp

I muri possono parlare: street art negli uffici di Mailchimp

Mi sembra che negli ultimi anni il mondo dei professionisti della comunicazione si sia diviso in gruppi: “quelli del digitale” e “quelli dell’analogico”. “Quelli della comunicazione interna” e “quelli della comunicazione esterna”. Per carità, è giusto e sacrosanto che ognuno abbia la propria specializzazione. Ma stiamo attenti a non farci ingannare: dobbiamo puntare a una comunicazione integrata. Non ha senso fare la guerra fra di noi.

Ogni mezzo, se usato in modo strategico, può contribuire a ottenere i migliori risultati. Qualunque oggetto tramite il quale è possibile veicolare un messaggio è un possibile mezzo di comunicazione: la tovaglietta della mensa, un post it, una maglietta, persino un piatto o l’ascensore.

Mailchimp e Facebook, per esempio, sanno bene che i mezzi analogici ancora sono importantissimi, soprattutto da un punto di vista di comunicazione interna. So già a cosa stai pensando: “Ma come? Sono aziende che lavorano nel digitale!”. Sì, ma non per questo dimenticano di essere fatte di persone. Non per questo dimenticano che queste persone hanno bisogno di un ufficio in cui lavorare. Mailchimp, in particolare, ha deciso di utilizzare le pareti per trasmettere i valori aziendali ai propri dipendenti. Hai presente il detto: “Se i muri potessero parlare…”? Beh, nel nuovo quartier generale di Mailchimp parlano eccome! Se ti stai chiedendo in che modo, continua a leggere questo post: ti porto in visita nei loro uffici.

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26/06/15 Comunicazione interna Commenta per primo!

Cultura digitale: come la tecnologia ti rivoluziona l’azienda

Cultura digitale: come la tecnologia ti rivoluziona l’azienda

Certi fenomeni si capiscono meglio osservandoli da vicino. Frequentare sempre di più il mondo delle imprese mi permette di toccare con mano quanto il digitale stia cambiando giorno dopo giorno il nostro modo di lavorare. No, non ti sto parlando di tecnologia, ma di una rivoluzione culturale.

I social hanno spostato l’attenzione dal prodotto alle persone: questa è una rivoluzione culturale.

Sui social media chiunque ha diritto di parola: questa è una rivoluzione culturale.

Sul web l’utente ha fra le mani il potere di consacrare (o distruggere) la reputazione di un’azienda: questa è un’enorme rivoluzione culturale.

Il cambiamento nella comunicazione esterna è stato relativamente rapido: dall’oggi al domani molte aziende hanno ampliato il proprio media mix e hanno aperto dei canali social. Alcune di queste l’hanno fatto bene, altre l’hanno fatto meno bene, ma ora non voglio focalizzarmi su questo. Preferisco parlare con te del fatto che questa rivoluzione inizia a insinuarsi sempre di più anche all’interno delle grandi organizzazioni.

Nelle aziende, piano piano, si stanno facendo strada alcuni principi cardine della cultura digitale.

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18/06/15 Comunicazione interna Commenta per primo! #

Formazione in azienda: 3 buoni motivi per usare lo storytelling

Formazione in azienda: 3 buoni motivi per usare lo storytelling

Lasciamelo dire per la cinquecentesima volta: amo il mio lavoro. La comunicazione mi permette di riscoprire tante passioni che ho sempre avuto, sin da quando ero bambina. Da piccola, per esempio, amavo moltissimo raccontare e leggere storie. Gli esercizi narrativi mi tenevano occupata per ore: inventavo un titolo e poi raccontavo una storia. Guardavo un oggetto, un’onda, un filo d’erba e nella mia mente si aprivano scenari fantastici, popolati di coraggiosi eroi e magiche eroine.

Quando, 20 anni dopo, ho cominciato a lavorare nel campo della comunicazione, mi sono trovata di fronte a uno scenario ideale: lo storytelling è la moda del momento. E non lo dico affatto in modo critico o negativo: le competenze narrative sono importanti ai tempi della comunicazione digitale, così calda e personale.

Vivendo attivamente la rete tutti i giorni, mi sono accorta che il tema dello storytelling viene affrontato dalla maggior parte dei miei amici blogger secondo alcuni principali punti di vista:

  • Il visual storytelling. Un tema che mi appassiona sempre di più. Hai presente quando si dice che “un’immagine vale più di mille parole”? Chi fa visual storytelling lo sa bene, e utilizza le immagini per costruire significati e per raccontare valori.
  • Lo storytelling personale. La capacità di raccontare se stessi, la propria attività e la propria vita è sempre più importante per chi decide di fare personal branding.
  • Il corporate storytelling, per dare un volto all’azienda e per comunicare in modo più intimo ed emozionale con il proprio pubblico. Brunello Cucinelli, per esempio, è un imprenditore che ha deciso di adottare quest’approccio per la comunicazione istituzionale della propria azienda.

Sebbene tutte queste declinazioni dello storytelling siano importanti, mi sembra che ne manchi una fondamentale: lo storytelling per imparare.

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26/05/15 Comunicazione interna Commenta per primo! # ,

Little Red Book: come Facebook comunica ai dipendenti

Little Red Book: come Facebook comunica ai dipendenti

Trovare esempi di comunicazione interna è molto più difficile di quel che si possa pensare: per questo non mi faccio scappare l’occasione per parlarti del Facebook Little Red Book, un progetto di comunicazione interna avviato dal più grande social network del mondo. Mica pizza e fichi.

Facebook è un’azienda enorme, composta da migliaia e migliaia di dipendenti. Assicurarsi che più di 9.000 persone marcino nella stessa direzione e che condividano gli stessi valori è tutt’altro che semplice. Qualche giorno fa mi sono imbattuta nel sito di Ben Barry: Ben è un designer che si è inventato il Facebook Analog Research Lab, un laboratorio creativo rigorosamente analogico situato nel cuore della rivoluzione digitale. Ben nel 2012 si rese conto di quanto l’azienda stesse crescendo: era necessario un modo semplice e immediato per allineare i nuovi dipendenti alla filosofia di Facebook, garantendo la continuità nel tempo (e l’uniformità nello spazio) dell’identità aziendale.

Ben scrive:

As the company of Facebook grew, we faced a lot of challenges. One of them was explaining our company’s mission, history, and culture to new employees. Over the years, a lot of formative company discussions and debates had happened in Facebook Groups, over email, or in person. Those who had been present at the time had context, but for new employees that information was difficult to find, even if you knew what you were looking for. We wanted to try to package a lot of those stories and ideas in one place to give to all employees.

Queste riflessioni hanno condotto Ben a inventarsi il Facebook Little Red Book, un piccolo libricino destinato solo ed esclusivamente ai dipendenti: in poche pagine vengono condivisi gli episodi, le idee, i valori preziosissimi che hanno permesso a Facebook di diventare il colosso che è oggi. Si tratta di un’idea apparentemente semplice, ma in grado di raccogliere in poche pagine una ricchezza inestimabile: la cultura interna di una delle aziende che stanno cambiando il mondo.

Fra le poche immagini disponibili del libricino, ce ne sono alcune che mi hanno colpita particolarmente.

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06/05/15 Comunicazione interna Commenta per primo! # ,

Community aziendali: come misurarne l’efficacia?

Community aziendali: come misurarne l’efficacia?

Ho la fortuna di fare un lavoro bellissimo. Studio la comunicazione digitale, la apprendo e cerco di replicarne le logiche di collaborazione e co-creazione all’interno delle aziende. Ciò significa che, sempre più spesso, mi capita di essere community manager di piccoli social network aziendali.

Il mio lavoro non si differenzia molto rispetto a quello che fa un (bravo) social media manager: i principi sono gli stessi. Condividiamo gli obiettivi con il cliente, proponiamo un progetto per raggiungerli, prepariamo un calendario editoriale, produciamo i contenuti e soprattutto ci sforziamo di coinvolgere e fidelizzare il più possibile le persone, per far emergere esigenze, competenze e idee “dal basso”: è bellissimo vedere le “gemme nascoste” lì dove meno te le aspettavi. Ma in tutto questo manca un passaggio: la misurazione. Sì, perché non puoi fare a meno di (pochi ma buoni) numeri quando lavori online, nemmeno se ti occupi principalmente di comunicazione interna.

E quindi, come e cosa misurare?

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