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giugno 26, 2015

Cultura digitale: come la tecnologia ti rivoluziona l’azienda

Cultura digitale: come la tecnologia ti rivoluziona l’azienda

Certi fenomeni si capiscono meglio osservandoli da vicino. Frequentare sempre di più il mondo delle imprese mi permette di toccare con mano quanto il digitale stia cambiando giorno dopo giorno il nostro modo di lavorare. No, non ti sto parlando di tecnologia, ma di una rivoluzione culturale.

I social hanno spostato l’attenzione dal prodotto alle persone: questa è una rivoluzione culturale.

Sui social media chiunque ha diritto di parola: questa è una rivoluzione culturale.

Sul web l’utente ha fra le mani il potere di consacrare (o distruggere) la reputazione di un’azienda: questa è un’enorme rivoluzione culturale.

Il cambiamento nella comunicazione esterna è stato relativamente rapido: dall’oggi al domani molte aziende hanno ampliato il proprio media mix e hanno aperto dei canali social. Alcune di queste l’hanno fatto bene, altre l’hanno fatto meno bene, ma ora non voglio focalizzarmi su questo. Preferisco parlare con te del fatto che questa rivoluzione inizia a insinuarsi sempre di più anche all’interno delle grandi organizzazioni.

Nelle aziende, piano piano, si stanno facendo strada alcuni principi cardine della cultura digitale.

1) La consapevolezza che “essere social” non vuol dire “essere tecnologici”

Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di partecipare a un bellissimo workshop per un’azienda. In quest’occasione mi sono resa conto che, a volte, l’“attitudine social” viene confusa con la capacità di usare le tecnologie.

Ma secondo me “essere social” non significa “essere tecnologici”. Credo che una persona disponibile, che abbia voglia di condividere, che abbia desiderio di mettersi a disposizione degli altri e di stringere relazioni sia molto più “social” di chi è smanettone, ma non è aperto al confronto.

Prendiamo il famigerato esempio di Gianni Morandi: mi dispiace tediarti con l’ennesima considerazione sulla sua presenza sui social, ma calza proprio a pennello. Io ci scommetto: Gianni Morandi non è tecnologico, ma è talmente spontaneo e talmente cordiale da essere in grado di usare i social media esattamente per lo scopo per il quale sono stati concepiti, cioè socializzare e stringere relazioni.

screenshot pagina facebook gianni morandi

 

Alcune aziende illuminate stanno coinvolgendo le persone che hanno poca familiarità con la tecnologia nella costruzione di strumenti condivisi di lavoro: io credo che sia fondamentale. Molti dipendenti possono portare un enorme valore aggiunto a progetti di questo tipo, pur non rendendosene conto.

Se c’è un pizzico di apertura e la voglia di condividere, familiarizzare con la tecnologia è possibile (magari con l’aiuto di un collega più esperto o di un formatore…). Se manca la voglia di far parte di una community, nemmeno un esperto di tecnologia può fare miracoli!

2) I nuovi flussi di comunicazione

Nella comunicazione esterna si è parlato a lungo di comunicazione top-down (per esempio un comunicato stampa) e di comunicazione bottom-up (per esempio una richiesta all’azienda da parte di un utente).

La rivoluzione digitale ha il merito di aver dato più peso maggiore ai flussi di comunicazione bottom-up peer-to-peer, anche all’interno delle organizzazioni. Se lavori, o hai lavorato in passato, in grandi aziende, probabilmente comprendi pienamente la portata di questo cambiamento: un’organizzazione in cui ogni livello aziendale viene ascoltato e ha diritto di parola è un’organizzazione diversa. Un’impresa consapevole dell’importanza dello scambio è un’impresa diversa. Dobbiamo dire un enorme grazie ai social media perché stanno gradualmente portando queste nuove logiche nella vita lavorativa di molte persone.

3) Il sapere condiviso

Quante volte, sul lavoro, ti capita di dover risolvere un problema che certamente altre persone prima di te hanno affrontato? Ecco, appunto. Diciamo che è una sensazione ben conosciuta. La tecnologia ha regalato alle aziende degli strumenti di gestione del sapere condiviso. Ora ti spiego con parole più semplici cosa intendo dire.

Hai presente i forum? “Ma certo Roberta, che domande, li conoscono tutti”. Sì, ma hai mai pensato a quanto i forum siano rivoluzionari? Non si tratta solamente di strumenti per stringere relazioni, ma di luoghi in cui risolvere problemi. Tutti, in un forum, mettono a disposizione le proprie conoscenze per aiutare altre persone. Ora è uno strumento usato sempre meno, ma io credo che le logiche di funzionamento di un forum abbiano molto da insegnare alle grandi organizzazioni.

“Perché impazzire per risolvere un problema quando probabilmente un collega già ha la risposta?” Certo, se lavori in una piccola azienda – e se sei fortunato – sicuramente sai già chi è la persona più adatta per aiutarti. Ma immagina di avere non più dieci colleghi, ma mille colleghi. Immagina il potenziale di mille persone che conoscono bene la cultura aziendale e che respirano la stessa aria che respiri tu. Immagina un portale in cui un problema incontra una soluzione, in cui tutti lavorano per lo stesso scopo e perseguendo gli stessi obiettivi: oggi si può fare, grazie alla tecnologia.

Pensa che esistono persino delle metodologie studiate per mappare la rete di relazioni in azienda e per comprendere chi detiene davvero le competenze all’interno dell’organizzazione: in questo modo all’organigramma formale si affianca l’organigramma reale, che può essere usato per la costruzione di sistemi di condivisione della conoscenza (e, perché no, per la valorizzazione di alcune figure professionali meritevoli).

Insomma, i social portano una ventata di novità tutte positive per le aziende che sono in grado di coglierle. E tu che mi racconti? Nella tua azienda è già arrivato il cambiamento?

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Roberta Migliori

Ciao! Sono Roberta Migliori, consulente di comunicazione e social media specialist in Wingage, società del gruppo GSO Company. Mi occupo principalmente di comunicazione interna e di formazione. Mi piace studiare (forse non sono normale), mangiare la pizza, e PERSINO lavorare.

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